DivisoDue

Residenziale

Descrizione del progetto

 La sfida più grande di questo progetto è consistita nel concepire due abitazioni all'interno del medesimo spazio: due possibili vite future, con le loro necessità, esigenze e aspirazioni. 
Una casa per due e divisibile in due: si tratta di un attico di 150mq, pensato sin dall'origine per un eventuale futuro frazionamento in due soluzioni distinte, ovvero un trivani da 85mq e un bivani da 65mq. 
 
L'appartamento si distingue per una zona giorno progettata attorno al tema della luce, in dialogo con l'ampio spazio esterno di una terrazza angolare. Un blocco servizi, che ospita un bagno per gli ospiti con vasca e lavabo freestanding e una lavanderia — celati da una carta da parati che avvolge tutte e tre le pareti —, conduce con naturalezza alla cucina. 
Da un secondo ingresso, ad oggi pienamente comunicante, si accede alla zona notte, più raccolta, articolata in tre ampie camere e due bagni rivestiti con grandi lastre, completamente attrezzati con comode docce e spazi ottimizzati con cura. 
 
Il parquet a spina fa da sfondo a una palette che combina le tonalità del salvia e del bianco, ravvivate dagli accenti verde bottiglia delle sedute e delle carte da parati. 
Un equilibrio raffinato tra materiali naturali, colori decisi e dettagli su misura, arricchito da tecnologie avanzate e da una gestione degli impianti interamente smart. 

“La porta è una soglia, un passaggio che accompagna per mano alla scoperta degli spazi.” 

Intervista

Chi è il progettista? 

Vincenzo Floriello è un architetto che predilige una bellezza studiata, autentica e senza eccessi. Si occupa di ristrutturazioni di interni, prevalentemente per privati, spaziando anche nell’ambito pubblico e dell’architettura sacra. Per lui il confronto con il cliente, il dialogo con le maestranze e la presenza costante in cantiere sono punti di forza per la buona riuscita di un lavoro; fantasia, studio e cura del dettaglio sono gli ingredienti di un servizio cucito su misura per chi vivrà gli spazi da modellare. 
 
Com’è nata la sua passione per l’architettura/design d’interni? 

La passione nasce dalla volontà di raggiungere un unico obiettivo: fare in modo che qualsiasi problema diventi un’opportunità di crescita, di miglioramento, di approfondimento. Porsi una domanda, prestare attenzione al dettaglio e puntare alla precisione sono le chiavi per svolgere bene il proprio lavoro, ogni giorno e in modo unico. 
 
Qual è il focus più importante quando inizia un nuovo progetto? 

All’inizio di un nuovo progetto è fondamentale capire quale relazione il committente abbia con la casa, così come le esigenze e le priorità della vita quotidiana di chi vivrà gli spazi: l’abitudine fa morire una relazione, mentre il confronto e la condivisione la esaltano. 
 
Secondo lei, che ruolo può avere la porta all'interno di un progetto? 

La porta è una soglia, un passaggio che accompagna per mano alla scoperta degli spazi. Le porte filomuro Ermetika aiutano a rispondere a questo compito, nascondendosi e integrandosi per mostrare la via che conduce alla scoperta. 
 
Cosa vi ha spinto a scegliere i prodotti Ermetika? 

Ermetika garantisce affidabilità, resistenza e precisione nella realizzazione. I posatori amano il proprio lavoro quando possono contare su un supporto che li aiuti a dare il meglio; gli architetti sono entusiasti quando ciò che hanno immaginato possono toccarlo con mano e vederlo davanti ai propri occhi.